Fondi comunitari, Febbo risponde a Pepe: Ma quale tempo perso? Abbiamo sempre evitato il disimpegno con largo anticipo

DSC_0867“Pura e semplice demagogia quella dell’Assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe che sulle ali dell’entusiasmo, annunciando l’evitato rischio di disimpegno dei fondi comunitari per l’agricoltura, si avventura in accusa gratuite e inopportune”. E’ quanto dichiara Mauro Febbo, presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale ed ex Assessore regionale. “Ritengo assolutamente fuori luogo – riprende Febbo – imputare alla Giunta Chiodi, di cui mi onoro di essere stato un componente, un “forte ritardo” nell’emanazione dei bandi. Invito l’Assessore Pepe a leggere la rassegna stampa relativa alla precedente legislatura per farsi un’idea del lavoro svolto dal centrodestra e dal sottoscritto che ha sempre, e sottolineo sempre, anche con largo anticipo rispetto alla scadenza, evitato il disimpegno delle risorse per il mondo rurale. A questo proposito basta fare una considerazione: se per il nuovo PSR 2014-2020 l’Abruzzo ha a disposizione ben 432 milioni di euro (ben 50 milioni in più rispetto al 2007) di chi sarebbe il merito? Per quale motivo la Comunità europea avrebbe premiato l’Abruzzo con questo incremento? La risposta sta tutta nei cinque anni e mezzo di lavoro serio e ininterrotto, che ha portato risultati concreti, con l’obiettivo di permettere all’agricoltura abruzzese di tornare ad essere il volano della nostra economia”.

“La precedente Giunta ha perso tempo? – si chiede Febbo che spiega: “Pepe per recuperarlo ha pensato bene, nel mese di luglio, di pubblicare il bando per la Misura 3.2.1. del PSR destinata alla Banda larga, spostandoci risorse pari a ben 25 milioni di euro. Provvedimento discutibile, motivato proprio dalla “scusa” del disimpegno, sul quale avevo sollevato più di qualche dubbio. In primis perché si toglievano finanziamenti agli agricoltori e alle imprese e poi, a proposito di tempo “perso”, avevo invitato lo stesso Assessore a effettuare un censimento dei fascicoli che erano ancora bloccati sulle scrivanie degli uffici Sipa di Chieti e L’Aquila in modo da potersi farsi un’idea di quanto ancora era possibile spendere, da subito, in favore del sistema rurale regionale. Oggi però leggo solo lodi e complimenti (sic!!!)”.